Questo fischietto di terracotta, ancora oggi molto diffuso insieme a quelli con il gallo pennuto, o con altri animali domestici, ci riconduce, increduli, a quel periodo dei primi anni dell’Unità d’Italia e ad uno stato d’animo di malcelata ingiustizia verso i poveri contadini meridionali. Una manifestazione di resistenza e opposizione al governo dissacrante e graffiante per l’ironia: una graziosa statuina del milite, resa utile dall’uso, travolta e ridicolizzata in maniera beffarda dal necessario inserimento del fischietto.